domenica 28 dicembre 2014

"Ora produco piastrelle ma sono diventato ricco vendendo i miei falsi ai musei"

Mauro Morani, esperto di ceramica e arte etrusca
Sapeva creare riproduzioni perfette dei reperti che trovava nei siti di Cerveteri, il suo paese. Riusciva ad ingannare curatori e archeologi. Poi finì male. E ora che ha "appeso i ferri al chiodo", ci racconta come faceva. 

In fondo a una stradina fra campi di frutta e frumento alla periferia di Cerveteri c’è una fabbrica di cotto. Oggi il laboratorio produce piastrelle artigianali, ma fino a pochi anni fa qui si fabbricavano vasi etruschi, venduti per cifre da capogiro ed esposti nelle teche di famosi musei come autentici reperti di epoca preromana.
Quando bussiamo al portone di ferro della fabbrica ceretana ci apre un signore sulla sessantina, alto e distinto. E’ Mauro Morani, il più grande falsario vivente di arte etrusca e forse anche l’ultimo rappresentante di un “mestiere” in via d’estinzione. Da quando le autorità italiane hanno cominciato a chiedere la restituzione di oggetti trafugati alle grandi istituzioni che li acquistavano, il traffico internazionale di reperti dal Belpaese è improvvisamente crollato. Gli acquirenti finali, musei e gallerie concentrati soprattutto in Stati Uniti e Giappone, che fino a qualche anno fa avevano alimentato un mercato milionario, facendo incetta di reperti senza preoccuparsi troppo della loro provenienza, oggi temono le ripercussioni di un eventuale causa di ricettazione. Questo ha ridotto la possibilità di vendere pezzi di provenienza dubbia, obbligando gente come Morani ad appendere i ferri al chiodo.

venerdì 12 dicembre 2014

Swagger e sensualità, Nicki Minaj spiega le chiavi del suo successo

La cantante di origini caraibiche ha saputo sfruttare gli atout tradizionalmente usati dai colleghi maschi come Jay Z e Dr Dre

Nicki Minaj ha un obiettivo preciso in testa e una tabella di marcia serrata per raggiungerlo: la rapper newyorkese vuole guadagnare 500 milioni di dollari e lasciare un’impronta indelebile nel mondo della musica. Tutto entro quattro anni. Per poi ritirarsi a fare la mamma a tempo pieno.
“Mi sono data un limite temporale per prendermi le mie soddisfazioni professionali”, dice la cantante 32enne al telefono dalla sua casa di Los Angeles. “Non voglio lavorare tutta la vita senza mai provare le gioie di una famiglia”.
La cantante originaria di Trinidad e Tobago, autrice di hit come Anaconda, Super Bass e Starships, non ha mai fatto segreto delle sue ambizioni. E non è affatto lontana dal realizzarle. Ha avuto un’ascesa fulminea, anche secondo gli standard warholiani del termine, grazie a una miscela di talento musicale, sensualità e arroganza, che l’hanno trasformata in pochi anni nella donna più influente della storia dell’hip hop.

mercoledì 3 dicembre 2014

Soko, l'artista francese esprime le sue insicurezze attraverso la musica

Photo by Eric Guillemain
Ci è voluto un vero attacco di panico perché la musicista francese Stéphanie Sokolinski, in arte Soko, smettesse di vivere come una nomade, rimbalzando da un divano all’altro fra le case dei suoi amici di Los Angeles. La promettente cantante-attrice, autrice di hit come We might be dead by tomorrow e nuovo volto del cinema francese, aveva appena finito di scattare le foto per questo servizio e si trovava su un taxi che avrebbe dovuto riportarla a casa. “Dove andiamo?”, le aveva chiesto l’autista. Ma la semplice domanda ha scatenato una reazione incontrollata, lasciandola in lacrime e incapace di rispondere.
“Il tassista è stato gentilissimo, ascoltando il mio sfogo sul non avere casa e aspettando pazientemente che qualche amico rispondesse al telefono per offrirmi un letto”, ricorda l’artista 28enne dal suo nuovo appartamento di Beachwood Canyon, quartiere di Los Angeles fra le colline di Hollywood. “Ma è stato un segnale che la situazione doveva cambiare in fretta. Sette anni senza un tetto mi hanno messo a dura prova”.